Io resto a casa – e scrivo

#STAYHOME #STAYSAFE #COVID19

In un momento come questo sto imparando a rivalutare il mio modo di vivere, spesso setacciato da divina indifferenza. Mai avrei pensato di poter apprezzare così tanto il mio piccolo giardino intorno casa, o la veranda che affaccia sulla stradina interna. Mai avrei pensato di potermi godere una serata di primavera in amata solitudine, ascoltando il cinguettio degli uccelli, osservando incuriosita il ruzzolare dei gatti, e sentendo il profumo dei fiori sbocciati da poco. E allietarmi della compagnia di un qualcuno che nemmeno conosco, che corre dall’altra parte della strada, accompagnato dall’abbaiare dei cani ormai poco abituati a vedere persone solcare la via.

Rimanere bloccati in quarantena ha senza dubbio i suoi pro e i suoi contro. E sono sicuramente i contro quelli che si contano più facilmente. Tuttavia, immedesimandomi per un attimo in coloro che hanno voglia di guardare on the bright side of life, almeno ogni tanto, se c’è una cosa che l’emergenza mi sta insegnando è il saper godere della mia isola benedetta. Mi sta facendo capire quanto in realtà io sia fortunata, e mi sta facendo tornare ad apprezzare le piccole cose. Quelle stesse piccole cose che, durante il frenetico scorrere della vecchia e sintetica routine, mi sembravano persino inesistenti, mi sfuggivano dalle mani.

In queste epocali occasioni si trova più tempo per noi stessi. Tempo anche per cento indecisioni, visioni e revisioni. Per riflettere sugli allegri naufragi, sulle gioie vane, sulla nostra vita. Su ciò che abbiamo fatto, ciò che non abbiamo fatto, e quello che faremo. O su quello che forse non faremo più. Si trova il tempo per ammirare il cielo e il suo lento mutare, di forme e colori, dalla mattina alla sera; e di rimanerci poi senza fiato, incantati nel suo momento più bello, quando si tinge delicatamente di cremisi. E col calare della luce, e il suo lento marciare ceruleo, si avvolgono i pensieri ancora una volta nella calmierata soggezione, accompagnati dagli ultimi canti dei merli. Finché le voci umane ci svegliano, e ritorniamo a galla.

Un trionfo di sensibilità, questo, che cerca di comporre un breve articolo inaugurale volto a dare il benvenuto alla nuova sezione del mio sito. Quale momento migliore, in fondo, ora che il tempo scorre così lentamente anche per chi lavora da casa? L’idea di battezzarlo si dimenava nella mia mente già da diverso tempo, ma non ero mai riuscita a trovare il momento giusto, l’argomento adatto con il quale finalmente iniziare. E questo allora può essere inserito nella piccola lista dei risvolti positivi della mia personale quarantena – come un’armonia solenne, il rimedio migliore per una mente sconvolta. Avrei voluto poter sfruttare una situazione diversa, meno complicata e meno sofferta per dare avvio a questo nuovo percorso. Eppure…

“The light comes over the night
I open my eyes without you”.

/ VG /

Licenza Creative Commons | PHOTO BY MIRÉ ON BEHANCE | ICON BY FREEPIK ON FLATICON

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